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L’OCCHIO IN GIOCO: PERCEZIONE E INTERPRETAZIONE DELLA REALTA’.

Ciao a tutti, domenica scorsa sono stata ad una bella mostra dedicata alla percezione, impressioni e illusioni nell’arte dal titolo “L’occhio in gioco”. Per chi abita a Padova o nei d’intorni la consiglio.

Questa mostra mi ha dato lo spunto per parlarvi di come ognuno di noi interpreta la realtà.

Uno degli aspetti più studiati e su cui si continua a fare ricerca in psicologia è proprio la percezione. Grazie alla ricerca per esempio si è scoperto che la nostra mente non solo acquisisce gli stimoli ambientali ma agisce sugli stessi in maniera attiva per dargli un senso, un significato. Le illusioni ottiche sono un chiaro esempio di questo meccanismo. Chi ha avuto modo di osservare delle illusioni ottiche come molte di quelle esposte in questa mostra, sa di aver avuto la percezione di vedere delle figure chiare e distinte che però nel mondo fisico reale non c’erano, c’erano magari solo dei segni. È il nostro cervello che completa quei segni e gli dà un senso.

Il nostro cervello ha sviluppato questa capacità perché ci permette di dare un senso alla realtà che ci circonda, ci permette di pianificare le nostre azioni ed agire su quella realtà, ci permette di fare previsioni per il futuro e soprattutto dare un senso a ciò che ci circonda ci fa sentire più sicuri. Si può dedurre facilmente che questa funzione del nostro cervello è quindi molto utile. Eppure delle volte può diventare un limite. Quando?

Quando il nostro modo di interpretare la realtà è rigido e sempre lo stesso, quando le nostre interpretazioni le riteniamo assolute, insomma quando aderiamo troppo alle nostre convinzioni da non vedere e contemplare altre possibilità. Quando trattiamo così i nostri pensieri il rischio è di commettere degli errori che possono fa soffrire noi stessi o gli altri. Provo a fare un semplice esempio. Immaginate di vedere il vostro partner o un vostro amico con una faccia strana, un’espressione tra il cupo, il serio e il teso. Magari interpretate questo stimolo visivo con un pensiero del tipo “ce l’ha con me”, sulla base di questa interpretazione vi arrabbiate e diventati aggressivi verso di lui. L’altro sentendosi attaccato, magari in un suo momento di difficoltà, magari senza comprendere perché state agendo così, risponde all’attacco o innescando un conflitto o allontanandosi. Questo è un piccolo esempio di come la nostra mente cerca di spiegare e dare un senso agli stimoli ambientali e di come agiamo in funzione della nostra interpretazione della realtà.

Ma se dietro quello stimolo visivo, quell’espressione cupa e seria ci fosse stato un motivo diverso rispetto a quello che abbiamo immaginato? Se quella persona fosse stata triste o preoccupata per un motivo che non aveva niente a che fare con noi, che dire dell’interpretazione “ce l’ha con me” e delle sue conseguenze?

Le illusioni ottiche ci ricordano proprio questo: non sempre ciò che vediamo corrisponde alla realtà. Dovremmo applicare lo stesso principio anche ai nostri pensieri, alle nostre convinzioni. Non sempre ciò che pensiamo corrisponde alla realtà, è una nostra interpretazione della realtà, è un punto di vista e ce ne possono essere molti altri diversi. Tener presente questa prospettiva ci può aiutare quindi ad avere una mente più flessibile, a prendere in considerazione alternative diverse, a mettere in discussione le nostre convinzioni.

Impariamo a tenere la mente aperta a tutte le possibilità e scopriremo che la realtà ci può offrire possibilità che non avevamo mai immaginato. Per cominciare ad allenarvi a questo perché non visitate la mostra e non giocate un po’ con le illusioni ottiche che sono esposte, potrebbe essere un esercizio utile e divertente.

A presto con un altro post e restate connessi!!!

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